
Orfeo: “Buongiorno signorina, s’accomodi”
Euridice: “Grazie”
O: “Bene di cosa parliamo oggi? Potrei chiederle che cosa ha sognato questa notte, ma no, non m’interessa. Facciamo così, mi dica in cosa crede mentre ci beviamo un po’ di vino.”
E: “ Beh… che domanda… non lo so così su due piedi in cosa credo…”
O: “ Ne è sicura?”
E: “ No a dire il vero in qualcosa credo. Riempia il bicchiere e stia attento, m’ascolti un attimo che le spiego. Credo nel mio cervello per cominciare, di lui mi fido quasi sempre, tranne quando sono molto stanca. Poi credo nelle mie gambe, che hanno la forza di andare sempre avanti. Credo nel mio sorriso e nei miei occhi.
O.” Lei è modesta signorina, solo in questo crede? Solo in lei stessa?”
E: “ No, non solo. Credo anche che alla fine tutti noi abbiamo paura non tanto delle cose in sé, ma dell’idea che ci facciamo delle cose, perché non possiamo temere ciò che non conosciamo.”
O: “ Non bari che io di queste cose me ne intendo, questo non l’ha detto lei, l’ha detto Eraclito.”
E: “ Beh in effetti sì, io al massimo ci posso pensare su.”
O: “ Bene… nel destino lei ci crede?”
E: “ No credo di più al caso”
O: “ In Dio?”
E: “ Di norma io credo a ciò che vedo e a ciò che la mia mente contempla. Ho sperato fortemente che Dio potesse esistere quando mia mamma è stata molto male e quando il mio allenatore in palestra si è suicidato e prima di farlo lo ha detto ha me. Allora sono andata in chiesa. Mi serviva un appiglio.
O: “ Comprensibile, ma è un rimedio momentaneo, prima o poi lei ci dovrà pensare seriamente. Nel suo cuore ci crede?”
E: “ Oh quello ho cercato di assopirlo con la birra, perché non va sempre bene star lì ad ascoltare quanto e come batte”
O: “ E ci è riuscita?”
E: “ Sì sì”
O: “…………. Non imbrogli Euridice che si vede subito.”
E : “ Relativamente, ultimamente non m’ascolta e si fa i cazzi suoi”
O: “ Oh, allora sentiamo un po’… nell’amore lei ci crede?”
E: “ Non credo nell’amore che si legge sui libri. Credo nella pelle e nel sudore, nell’amore imperfetto che ha l’odore della vita vera, autentica, con i suoi difetti e le sue meraviglie. Non credo nelle parole “eterno” e “per sempre”, mi piace di più una carezza sulla fronte, odio le promesse e preferisco ciò che rimane taciuto”
O: “ Riposta diplomatica. Mi scusi signorina ma cosa era venuta a dirmi?”
E: “ Che voglio andare a vivere da sola. Perché non riesco a star da sola neanche un giorno senza andare in depressione, a 25 anni è proprio ora che io impari qualcosa”.
O: “ E perché lo dice proprio a me?”
E: “ Perché lei, che mi pareva tanto gentile, s’è girato sul più bello mentre stavo uscendo dall’inferno e così m’è toccato riprecipitaci dentro e fare tutto da sola. Mi bastava un nanosecondo ed ero lì. Quindi signor Orfeo se ne vada gentilmente un po’ a fanculo che io per uscir di qui non ho proprio bisogno di nessuno. Sono una donna ed ho energie. Non mi serve per forza una persona per esser recuperata, tantomeno se questa non sa neanche guardare avanti mentre si cammina insieme”.